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Pippo
Pattavina: teatro e non solo...
Il noto attore e
mattatore catanese si mette in mostra
Difficile da credere senza aver verificato e contemplato con i propri occhi! Ebbene sì, Pippo Pattavina, nostro concittadino che non ha bisogno di presentazioni, ha stupito il pubblico presentandosi in una veste inedita: quella dello scultore. A Palazzo Toluian, in una collettiva organizzata dalla Dott.ssa Marisa Santangelo dell'Assessorato al Decentramento, ha esposto i frutti del suo "travaglio" artistico. Blocchi di pietra lavica provenienti dalla nostra montagna divengono volti vivi dalle mille espressioni, delfini e cavallucci di legno, burattini, crocifissi. Qualsiasi soggetto di qualunque materiale sia forgiato si contraddistingue per una sua particolare intensità, densa di umanità. «Sin da quando ero nel grembo di mia madre, sapevo già di voler fare l'attore, e ne ho avuto la conferma all'età di cinque anni», ci racconta Pattavina. «Per caso una quindicina d'anni fa, quando stavo sbancando una casa di campagna non ho resistito a lavorare con l'immaginazione e a transfondere nella pietra un alito di vita. È venuto tutto quasi da sé, come in gioco in cui mi sono lasciato andare. Successivamente ho iniziato a lavorare anche il legno». Alla domanda di un possibile e voluto riferimento a Pirandello e al suo concetto di "maschera" risponde: «Un riferimento voluto, no di certo. Però su idea di un regista con cui ho recitato una riduzione teatrale de Il Fu Mattia Pascal abbiamo utilizzato come strumento di scena un mio burattino, il quale rende perfettamente la sconfinata portata della miseria e dei limiti propri della condizione umana». Perchè il connubio tra Vita e Arte (in senso lato) è qualcosa da tenere sempre in considerazione, se davvero si vuole crescere!
(Giorgia
Arena)

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